David Salvato

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David Salvato

Ciao, mi chiamo David e mi piacciono le storie.

Da bambino, quando con la mia famiglia andavamo a trovare degli amici, io, a differenza di mio fratello, ero quello che stava sempre davanti alle gambe di mia mamma mentre si faceva il giro della casa. Mio fratello invece spariva e si metteva subito a giocare con i loro figli.

Io no, prima dovevo fare il giro della casa.

Mi ricordo tutte le case degli amici di famiglia e mi ricordo anche che puntualmente, dopo essere tornati a casa nostra, andavo diretto nella mia stanza e iniziavo a cambiarle la disposizione interna. Provavo qualche soluzione qua e la, mettevo in atto delle idee che avevo visto e, dopo essermi immaginato come sarebbe stato vivere con il letto sotto la finestra oppure l’armadio a fianco che mi avrebbe potuto nascondere da chi fosse entrato, subito lo facevo anche se sapevo che da lì a poco sarebbe entrata mia mamma per sapere cosa fosse tutto quel trambusto.

Ricordo anche perfettamente che durante i giri nelle case dei nostri amici, mi piaceva parecchio ascoltare le loro “storie di casa”.

A volte parlavano dei problemi avuti con il costruttore, altre volte raccontavano storie circa la gondola sopra il televisore comprata durante il viaggio di nozze e altre ancora. Sentivo le storie e i racconti di come avevano tanto sognato in che modo arrangiare anche solo un piccolo angolo della loro casa. E queste erano le mie preferite.

Un famoso Poeta diceva: “Ognuno di noi è custode di storie straordinarie”; ed è una verità assoluta. Ognuno di noi fa parte di centinaia di migliaia di altre storie.

Ho capito con il tempo che passiamo da assoluti protagonisti in alcune storie fino ad essere magari piccole comparse in altre.

Uno dei miei sogni, pensando ad una casa, è sempre stato quello di possedere una stanza con il soffitto tutto in legno fatto come una tavoletta di cioccolato circondato da libri con una finestra grande che guarda su una veranda altissima e piena di immenso verde.

Per alcuni può sembrare una cosa esagerata, per altri una cosa da niente. Ad alcuni può piacere questa immagine ad altri no, eppure la cosa che io preferisco sono i motivi dietro a questo mio desiderio, le storie che hanno generato questo mio sogno.

Negli ultimi anni prima di diventare un Consulente Personale Domoria mi sono occupato esclusivamente di aiutare persone che avevano la casa pignorata e la stavano per perdere all’asta.

In pratica, quando si arrivava ad un punto avanzato della procedura giudiziaria, le strade che i pignorati potevano percorrere erano miserabilmente pochissime. O ci si metteva d’accordo con i creditori e si pagavano i debiti, o purtroppo, presto o tardi, quella casa doveva essere lasciata andare con molte conseguenze spesso peggiori di quanto ci si possa immaginare.

Infatti per molti di noi perdere la casa è un dolore straziante e parecchio difficile da accettare. Per fortuna però, dietro l’elemento “casa”, ci sono delle storie e dei sogni che ci possono salvare.

Solitamente, la situazione che cercavo con tutti i miei sforzi di far visualizzare alle persone in difficoltà era questa:

è possibile immaginare la nostra casa come una barca. Tutta la famiglia è aggrappata a questa casa e non vuole perderla, però questa barca ha un buco nello scafo e sta imbarcando molta acqua. Da lì a non molto quella barca andrà a fondo e quella famiglia deve decidere se rimanere aggrappata a quella barca e andare giù con lei oppure cercare di salvarsi, prendere qualche salvagente, e, una volta arrivati a terra, pensare a costruire una barca nuova e più sicura.

Non era una decisione facile da prendere soprattutto in quel momento. Tutto avveniva molto velocemente e ci si sentiva addosso tanta paura che, più che semplice paura, era vero e proprio panico.

Tralasciando tutta la parte tecnica e giuridica, il mio lavoro era aiutare quelle persone a prendere la miglior decisione possibile per loro e per la loro famiglia.

Ti posso assicurare che l’unica cosa che poteva aiutarli, e più che altro aiutarmi ad aiutarli, era una bella storia.

Innanzitutto dovevamo capire insieme cosa significava per loro “la loro casa”.

Di solito iniziavo facendo qualche domanda banale e semplice. Se vedevo per esempio una medaglia appesa al muro chiedevo chi era il campione di casa, se notavo qualche arredo particolare, o una sistemazione originale della mobilia, domandavo chi fosse “l’architetto e il progettista” di un simile capolavoro e poi, certamente, accennare ai profumi che in quel momento arrivavano dalla cucina per legarmi alla convivialità di un pranzo domenicale con i nonni tutti insieme in soggiorno.

Ognuno poi aveva il suo film o romanzo preferito e si chiacchierava sulla parte della storia che piaceva più di altre. E di solito la parte migliore era sempre quando i protagonisti riuscivano contro ogni difficoltà a superare tutti gli ostacoli, anche quelli che sembravano impossibili.

Da lì in poi cercavamo insieme di capire in quale parte della Loro Storia erano arrivati e come volevano proseguire.

Definivamo proprio i personaggi con i loro compiti da assegnare, chi doveva buttare giù i muri, chi doveva dipingere, immaginare concretamente i loro sogni e come conquistarli e, una volta raffigurata questa immagine, tutto diventava un po’ più semplice. Ora, agire per cambiare e migliorare la loro esistenza, sembrava molto più facile.

Questa ormai è un po’ la filosofia con cui cerco di far affrontare ogni cambiamento alle persone che si affidano a Domoria, e quindi a me, nel fatidico momento in cui nasce l’esigenza di cambiare casa.

Dietro ad ogni casa esistono delle storie. Ogni mattone ne racconta una un po’ diversa dagli altri e, ogni storia, dà un valore speciale ad ogni dimora.

Da bambino ti sei mai chiesto quanto fosse piccola la capanna dei sette nani? Quanto grande invece la camera della Bella Addormentata o come fosse la casa della nonna di Cappuccetto Rosso?

Infiniti sono i luoghi, magari anche mai esistiti, in cui si svolgono tante vicende romanzesche, eppure io nella casa di Shelock Holmes in Baker Street a Londra ci sono stato! Ho visitato la guglia di Etreatat in Normandia immaginando che il suo interno è in effetti ricco di tutti i tesori dei re di Francia nascosti da quella sagoma di Arsène Lupin!

Anche se tu fossi un ingegnere edile, che quando pensa ad una casa visualizza solo numeri con i quali calcolare i ferri per armare le colonne, ti assicuro che è molto probabile che con me, quando pensi ad una casa, incominci a sognarla.

Che sia una casa su un albero, una torre d’avorio o un piccolo trilocale vicino alla metro, non possiamo fare a meno che attivare l’immaginazione e far risvegliare i tuoi desideri più latenti.

Non ci sono alternative nel processo decisionale quando è necessario cambiare casa.

Il primo step è quello di sognare la casa che desideri e questa è la parte che adoro del mio lavoro.

Non è che dobbiamo realizzare nella nostra mente un tostapane, quello lo fa anche mia figlia; questo è qualcosa di più complicato. Si parte dall’immaginazione di un cambiamento che dovrà migliorare la tua esistenza, che dovrà essere mescolata con pragmatismo e condita con la realtà.

Perché la Tua mente crea il tuo desiderio e la mia guida la tua creazione.

Per esempio, quando una coppia di giovani ragazzi incomincia a spiegarmi la casa che stanno cercando, e la “lei” mi parla di una seconda camera, devo essere accorto se per lei esiste una differenza tra “seconda camera”, “stanza” “studio” o “camera matrimoniale”.

Può capitare infatti questo:

Lei: ” Sai, vorrei tanto avere una stanza in più da pulire (mi fa l’occhiolino), tra il lavoro e il resto non vorrei annoiarmi! Non sono pazza eh…è che bramo dalla voglia di avere una piccola me scorazzare per casa”

Sta esprimendo un desiderio, un desiderio ben più prezioso, una famiglia da crescere.

E io mi realizzo.

Questo è quello che faccio io per mestiere.

Ascolto i sogni delle persone che incontro e mi faccio in quattro per aiutarli.

Non c’è nulla di più gratificante di quel momento in cui mi dicono: ” è perfetta, è proprio come me la ero immaginata ! “

Ora, se anche Tu hai un desiderio a forma di casa, chiama e parliamone insieme, ti aiuterò a realizzare uno dei sogni più grandi che una persona possa mai desiderare.

Lasciami trovare la casa che amerai.

David

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