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Le due FACCE,anzi…I due LATI di corso Castelfidardo

Le case storiche e il POLI da una parte… le  VECCHIE CARCERI, le OGR e la GENERAL MOTORS dall’altra.

Questo tratto, che parte da corso Vittorio Emanuele e termina in corso Einaudi, ha contemporaneamente un concentrato di storia, cultura e progresso che copre almeno 2 secoli e mezzo.

La particolare struttura di questa strada è il motivo principale per cui abbiamo scelto di aprire la nostra prima sede di Domoria Torino proprio qui.

— LA COMODITÀ —

La posizione è oltremodo strategica: puoi arrivare al n.9 di corso Castelfidardo con tutti i mezzi di trasporto.

  • Con l’auto in qualsiasi orario del giorno, già perché non siamo in zona Ztl e se non hai voglia di pagare il parcheggio ti basterà parcheggiare sul lato delle vecchie carceri;
  • Con il pullman o il tram, la fermata è proprio all’angolo con corso Vittorio Emanuele in corrispondenza del semaforo…

Ti basterà attraversare e in 30 passi ti troverai davanti alla nostra targhetta argentata;

  • Con la metro scendendo alla fermata Vinzaglio, solo un isolato di distanzia dal nostro ufficio;
  • Volendo puoi scegliere anche il treno. La stazione di Porta Susa, trasformata ormai nella più moderna e funzionale della città, dista non più di 100 metri…
  • Se invece, come me, sei un amante dell’aria aperta e della natura, potrai scegliere la bicicletta e sfruttare la comoda pista ciclabile che attraversa tutto il corso.
  • Come dici? Non hai una bicicletta, ma l’idea di poter pedalare per tutto il viale alberato ti alletta parecchio? Non ti preoccupare, puoi anche non comprarla e sfruttare il servizio “[TO] BIKE” presente sia all’incrocio con corso Stati Uniti che in corso Vittorio Emanuele II.

È la comodità dei nostri potenziali, e già clienti, il primo pensiero che ci ha portato a scegliere corso Castelfidardo n.9 come sede del nostro studio.

— I LOCALI —

Se pensi che le comodità finiscano qui ti sbagli. Innanzitutto siamo vicinissimi al Centro e, per ogni evenienza, basta scendere sotto casa per trovare ogni tipo di servizio: farmacia, bar, supermercato, macelleria, fruttivendolo, parrucchiera, ristoranti, ecc…

Proprio sui ristoranti mi vorrei soffermare visto che, a pochi metri da Corso Vittorio Emanuele, emerge lo storico ristorante “Quattro Soldi”.

Da oltre cinquant’anni, il ristorante storico torinese è punto di riferimento per gli amanti della buona cucina e, in particolare, per coloro che amano i sapori semplici, genuini e autentici della tradizione.

Passiamo quindi da un ristorante storico, che richiama le ricette classiche piemontesi, ad uno moderno, che si struttura in maniera completamente diversa, fornendo anche colazioni, aperitivi, e feste private. Meno storico, perché nato nel gennaio del 2014, ma sicuramente più accattivante,  frutto di un restyling globale, “Mixto” rappresenta un concept innovativo al passo con i migliori lounge restaurant europei.

Tutto questo nell’arco di poche centinaia di metri l’uno dall’altro.

— IL BELLO —

La seconda motivazione che ci ha fatto scegliere questo corso è legata direttamente al nostro lavoro: le case.

Ci siamo innamorati delle palazzine in stile Liberty che occupano il lato contrapposto a quelle che un tempo erano le carceri della città.

La bellezza dei particolari architettonici ha abbagliato la nostra vista e il battito accelerato del nostro cuore ci ha fatto capire che questo era il posto giusto per noi.

Le 5 palazzine che occupano il tratto tra corso Vittorio e corso Stati Uniti scrivono un pezzo di storia della nostra città, tanto che, ancora oggi, alcuni studenti del vicino Politecnico vengono a studiarne la particolare struttura.

Le 2 palazzine in prossimità di corso Stati Uniti hanno balconi e i contorni delle finestre ornati da dettagli floreali o addirittura da volti femminili contornati da un susseguirsi di fiori al punto da farli sembrare la loro stessa chioma.

La palazzina arancione è quella in cui risiede il nostro studio e, anche in questo caso, si possono notare particolari sulla costruzione…

…i balconi sono molto più squadrati e le finestre sono contornate da finti pilastri con decorazioni ai capitelli che creano l’effetto di un piccolo tempio.

La più bella in assoluto è la costruzione che fa angolo con corso Vittorio Emanuele II dove si può ammirare il famoso “bow window”.

Nel caso non lo sapessi il “bow window” rappresenta un particolare tipo di finestra in cui gli infissi e le ante vetrate non sono allineate al muro, ma risultano seguire un percorso ad arco orizzontale sporgente dalla muratura, da cui deriva il termine inglese.

Ma non nascondiamo l’altra facciata di questi condomìni: gli interni cortile.

Questi sono rimasti quelli di un tempo e non sono di certo belli come la facciata che da sul corso.

A parte le numerose tinteggiature fatte alle facciate interne per l’ordinaria manutenzione tutto il resto è rimasto lo stesso di un tempo:

 i balconi da ringhiera e i bagni esterni che oggi sono diventati comodi ripostigli.

Questi sono rimasti quelli di un tempo e non sono di certo belli come la facciata che da sul corso.

A parte le numerose tinteggiature fatte alle facciate interne per l’ordinaria manutenzione tutto il resto è rimasto lo stesso di un tempo:

 i balconi da ringhiera e i bagni esterni che oggi sono diventati comodi ripostigli.

— LA STORIA —

Come puoi vedere dall’immagine a fianco, la via è caratterizzata dal monumento a Vincenzo Vela.

Splendida opera di Annibale Galateri.

In questo caso lo scultore è ritratto nell’atto di eseguire l’opera di Napoleone Bonaparte morente.

Ad arricchire l’ ambiente, aiutano i due grandi treni posizionati nel centro dell’incrocio con Corso Stati Uniti. Questi due treni riportano alla memoria le “Officine Grandi Riparazioni” (OGR).

In passato le OGR furono stabilimento di manutenzione di veicoli ferroviari delle Ferrovie dello Stato.

Oggi, parte degli edifici sono stati ristrutturati, e vengono sfruttati sia per attività didattiche del Politecnico di Torino, sia come centro polivalente, culturale, ricreativo ed espositivo.

Proprio accedendo dai poderosi neri cancelli alle spalle del monumento a Vincenzo Vela si possono ammirare le sottili statue dell’artista sudafricano “William Kentridge” che pur essendo alte 4 metri riescono a rappresentare la fragilità degli operai che in passato lavoravano all’interno delle Officine.

Un’altra parte del complesso è stata utilizzata per ospitare alcune grandi mostre organizzate nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia dove sono stati esposti i monumenti più significativi vissuti dall’Italia unita.

Ultimo, ma non per importanza, Il complesso carcerario “Le Nuove” che, anche se ha l’ingresso da corso Vittorio Emanuele II, occupa una buona porzione del nostro amato corso Castelfidardo.

Il carcere è stato edificato intorno la seconda metà del 1800 con lo scopo di accorpare le numerose e inadeguate strutture adibite a prigione, sparse per la città.

La diversità sostanziale tra il vecchio concetto di prigione e “Le Nuove” era la progettazione di celle singole per ciascun detenuto a garanzia di un isolamento totale sia di giorno che di notte. Il tutto posizionato su un’area di oltre 37000 metri quadrati.

A completamento dell’opera possiamo vedere dall’immagine qui sopra  la cinta muraria di 5 metri di altezza, con una delle quattro torricelle di guardia angolari.

Non ti preoccupare, se stai pensando di comprare casa qui, di carcerati ormai neanche l’ombra.

Dopo la costruzione negli anni 80 delle “Vallette”, il carcere si è trasformato in un meraviglioso museo visitabile quotidianamente e sede di diversi uffici giudiziari.

— LA CULTURA —

Superato questo splendido “esempio di architettonica” del secolo scorso, proprio nel tratto più avanti che unisce corso Stati Uniti con corso Luigi Einaudi, troviamo un area decisamente diversa.

Lo spazio dedicato alle abitazioni viene ampiamente sostituito da quella che è una delle 100 università migliori al mondo, Il Politecnico di Torino.

Un flusso continuo di studenti, circa 40000 quest’anno, che attraversa il corso nel punto in cui il PoliTo si collega con la General Motors, tiene allegro questo tratto.

Un’informazione interessante da sapere è che circa il 43% degli studenti Italiani proviene da fuori regione mentre il 15% sono stranieri e provenienti da ben 114 paesi.

Una incremento che incoraggia la struttura se si pensa che a inizio 2001 gli studenti esteri erano 5 volte meno.

Ovviamente questo comporta sicuramente un vantaggio economico, per chi decide di investire nel mattone, visto che gli affitti sono molto ricercati.

— IL BUSINESS —

Poco fa ti ho accennato della vicina General Motors, è quasi d’obbligo spendere due parole anche per questo colosso americano.

Cosa succede all’interno dei laboratori e quali sono le prospettive del futuro?

Circa 12 anni fa, il colosso automobilistico ha creato nella cittadella politecnica il “Gm Global Propulsion System” ovvero il centro ricerche sui motori diesel.

A febbraio General Motors ha venduto quasi tutte le sue attività europee ai francesi di Peugeot e Citroen. l’operazione ha però risparmiato il  laboratorio di Torino.

Gm non ha voluto cederlo perché lo considera infatti strategico.

Il laboratorio torinese, che al momento da lavoro a 700 persone (tra ingegneri e tecnici), prevede infatti di approfondire vari temi legati all’auto del futuro. Un investimento troppo importante per essere venduto.

Anche grazie a questo il futuro si  prospetta roseo visto che Torino si è candidata a ospitare il quartier generale europeo di General Motors e le possibilità che dagli Stati Uniti arrivi un via libera nel breve periodo sono piuttosto elevate.  

Speriamo di poter avere presto belle notizie e parlare ancora una volta delle novità  di questo Fantastico corso.

Per il momento è tutto, ti invito a condividere questo articolo con un amico o parente che sta cercando casa in Crocetta e a consultare il nostro sito proprio dove sei in questo momento! Potrete insieme leggere spunti interessanti per trovare la casa dei vostri sogni in modo sicuro e autonomo.

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