News

L’imperioso corso Vittorio Emanuele II

“Le ultime tracce di una monarchia che prende valore nel tempo”

Voglio parlarti adesso di un corso che è d’obbligo definire regale, in primis per il nome ma soprattutto per la quantità di immobili così belli da colpire dritto al cuore anche il più freddo degli acquirenti.

Sto parlando ovviamente di corso Vittorio Emanuele II.

Nello specifico andrò a prendere in considerazione il tratto compreso tra corso Castelfidardo e corso Galileo Ferraris. Non vado oltre semplicemente perché in questo articolo ti racconto di quella che per definizione è la zona 1 di Crocetta.

Ma non temere, più avanti analizzeremo anche il resto di questo magnifico corso.

Tutte le foto e i dettagli di cui ti parlerò trattano solo il lato a sud ovest, ovvero quello che costeggia la Crocetta. Il lato del centro lo tratterò in un altro contesto.

IL BELLO

Ti voglio chiedere scusa in anticipo per la quantità di foto che inserirò in questo capitolo, non lo faccio per riempire gli spazi vuoti come se non sapessi cosa dire, lo faccio per il motivo opposto ovvero che solo le parole non bastano davvero per descrivere l’atmosfera incantevole che emanano gli stabili presenti.

Utilizzerò le foto per trasferire realmente tutto quello che vedo e che provo ogni giorno attraversando questo stupendo corso.

Ahimè devo però darti una brutta notizia prima di partire…

…molti stabili in questo tratto non possono essere compravenduti, o meglio, è quasi impensabile farlo visto che diverse proprietà sono di banche o società per azioni (S.P.A.). Non parlo ovviamente di appartamenti ma di interi stabili.

Non temere però, esistono alcuni punti in cui è possibile acquistare e mettere radici, basta solo aguzzare bene la vista.

Li vedremo dopo, adesso goditi le immagini che ho personalmente immortalato dei monumentali palazzi in stile liberty occupati da banche e società.

Quella che hai appena visto è la sede della Isolpack, azienda leader nel settore di produzione di materiali per l’edilizia sia in Italia che in tutta Europa. Nata nel 1951, vanta oggi oltre 25 brevetti su componenti metallici modulari per coperture, solai, pareti e controsoffitti per l’edilizia civile ed industriale. Più avanti nella lettura vedremo altri dettagli simili a questa dimora d’altri tempi, elegante, austera e nello stesso tempo pulita, anche se penso che la sua bellezza non abbia bisogno di ulteriori chiarimenti.

Le due foto qui sopra rappresentano la sede di Medio Banca (Istituto di credito italiano fondato nel 1946 su iniziativa dell’allora presidente della banca commerciale italiana Raffaele Mattioli), giusto per darti un’idea delle dimensioni di questa banca sappi che il fatturato al 30 giugno del 2017 era di 2196 miliardi (ecco svelato anche il perché riescono a permettersi immobili come questo ad occhi chiusi 😉 ).

Se dovessi assegnare un premio alle banche per l’immobile più bello del corso, quello della Banca Popolare di Novara vincerebbe sicuramente il primo posto. L’armonia che si crea tra il colore rétro e i dettagli in cemento non ha eguali.

Ma passiamo adesso alle abitazioni vere e proprie, ho scelto per te le palazzine più belle fotografando i dettagli che contornano e rendono unica ogni casa.

Nella foto qui a fianco ti presento uno scenario che puoi trovare all’inizio del nostro percorso, proprio nelle vicinanze di via Morosini, praticamente all’angolo.

Si trova al civico 115 di corso Vittorio, i colori sono un po’ spenti ma i dettagli floreali sui balconi rendono comunque meraviglioso l’insieme.

Un dettaglio unico che puoi notare passando li davanti è la bandiera dello Zambia per rappresentare con orgoglio il consolato onorario.

Poco prima dell’inizio delle sedi di banche e società trovi un altro stabile meraviglioso.

Il disegno della facciata pone l’attenzione verso l’alto, nascondendo quasi le finestre al piano terreno. Due sono i punti forti che tolgono il fiato:

  • Le doppie figure sulla cima delle finestre, (tra poco te lo mostrerò meglio). Si alternano sempre un figura di donna e il viso di una sorta di demone, se ami le fiabe ti può ricordare vagamente il palazzo del cartone animato Disney, “La Bella e la Bestia”.
  • Atticato, e dominante su diversi stabili attorno, si apre un enorme terrazzo sul tetto, contornato da una ringhiera in  cemento con in centro uno stemma difeso da due leonesse.

Ok, se ami l’Art Nouveau, ed hai apprezzato quello che ti ho mostrato fino ad ora, ti consiglio di fare un respiro profondo perché sto per rilasciare una carrellata di immagini davvero uniche.

Queste prime due immagini appartengono ai balconi del primo stabile di cui ti parlavo poco fa. Essendo della stessa costruzione sono praticamente identiche, fatto salvo la testa centrale, a sinistra il viso candido di una donna mentre a destra una faccia non chiara, a metà tra un uomo e un demone.

Nelle 4 immagini che hai visto avrai invece notato che lo stile diventa decisamente più squadrato, con il cappello della finestra a forma di tetto e la ringhiera sottostante a ricordare le balconate dell’antica Roma. Da notare anche i finti pilastri a sostegno del tetto con i capitelli corinzi che puoi trovare al civico 93.

LA COMODITÀ

Non cambia praticamente nulla da ciò che avrai già letto nell’articolo che riguarda Corso Castelfidardo; le comodità sono esattamente le stesse del corso perpendicolare.

Trovi la fermata del pullman in qualsiasi punto di corso Vittorio Emanuele II, la prima all’altezza di corso Castelfidardo, un altra proprio all’incrocio con corso Duca degli Abruzzi, e ancora due adiacenti alla statua di Vittorio Emanuele II;

Se preferisci optare per gli spostamenti puliti, hai due stazioni “[TO] BIKE” a poche centinaia di metri.

Devi prendere il treno?  Hai la possibilità di raggiungere la stazione di Porta Susa a piedi nel giro di pochissimi minuti;

Ultima, ma non per importanza, la fermata della Metro Vinzaglio, appunto di corso Vinzaglio. Questa è proprio a due passi e, se Porta Susa non ti garba, puoi ricollegarti in una sola fermata alla stazione di Porta Nuova.

SANITA’ E LOCALI COMMERCIALI

Siamo arrivati al punto cruciale di questo articolo, eccoci davanti alla Casa Bia… mmm…

Ah no, devo aver fatto confusione.

Ti chiedo scusa ma la struttura architettonica ricorda vagamente la sede politica di Washington!

Scherzi a parte, la meraviglia che hai appena visto in foto è una porzione della Fornaca. La clinica, orgoglio della sanità privata piemontese che vanta più di 600 medici è uno dei punti di riferimento di tutta Torino.

Gli stessi giocatori della Juventus, prima di trasferire la loro sede da corso Galileo Ferraris a via Druento erano soliti fare le visite mediche all’interno di questa struttura.

Non ti cito nemmeno le attività commerciali “ovvie”, come farmacie, fruttivendoli, e supermercati perché in questa posizione sono assolutamente scontate.

Su corso Vittorio Emanuele c’è tutto quello di cui puoi aver bisogno; dalle librerie più storiche ai locali e ristoranti più nuovi e di tendenza, considerando che la sua lunghezza da Piazza Rivoli al Ponte Umberto I è di ben 4 chilometri e mezzo!

Se non trovi ciò di cui ai bisogno qui, quello che ti serve non è una casa nuova ma un paio di occhiali da vista !

LA STORIA

Prima di chiamarsi corso Vittorio Emanuele II, questo tratto di Torino era conosciuto da tutti come La Via del Re.

Il primitivo viale nacque per esigenze di collegamento viario da Porta Nuova, realizzata durante il primo ampliamento della città di Torino del 1620 fino al Lungo Po.

Successivamente venne denominato corso del Re, fino al 1882, anno in cui prese il nome del primo Re d’Italia.

La massima rappresentazione della via è data dal monumento dedicato a Vittorio Emanuele II all’incrocio con corso Galileo Ferraris.

La statua, eretta tra il 1882 e il 1899, è stata un’opera di difficile realizzazione, non tanto per la difficoltà di costruzione ma bensì per i contrasti nati con il municipio.

Partendo dal basso potrai notare la rappresentazione dell’Unità, della Fratellanza, del Lavoro e delle Libertà. La figura del Re viene poi proiettata in alto, attraverso 4 colonne doriche raggiungendo l’imponente altezza di 39 metri.

Per questo motivo viene popolarmente chiamato “il Re sui tetti” o “Barba Vigiu”.

Per il momento è tutto, ti invito a condividere questo articolo con un amico o parente che sta cercando casa in Crocetta e a chiamarci nel caso volessi al tuo fianco un esperto della zona Crocetta che possa guidarti con tuta serenità sulla via del tuo prossimo acquisto fatto, sempre, con estrema sicurezza!

Di cosa parleremo nel prossimo articolo? Parleremo di corso Galileo Ferraris che si fonde e si incrocia perfettamente con corso Vittorio Emanuele II.

Corso Galileo Ferraris infatti è il terzo dei 4 corsi che chiudono la zona di Crocetta!

Se ti interessa leggere i prossimi articoli, vai sulla pagina Facebook “Domoria Torino” e metti “mi piace”, in modo da ricevere tutti gli aggiornamenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *